Nel suo libro “Leggende, curiosità e misteri del Lago di Garda” Simona Cremonini percorre in lungo e in largo il Lago di Garda raccontando leggende, racconti magici, spaventosi e insoliti riguardanti proprio questa nostra zona. Si tratta di curiosità appartenenti all’ambito leggendario e del folclore, che molto spesso non sono conosciuti se non in maniera incompleta e che con il passare del tempo andranno perdendosi se non verranno tramandati. E questo libro a mio avviso può avere anche la funzione di “rianimare” la nostra memoria collettiva.
Simona Cremonini è nata nel 1979 e vive a Montanara, un paese vicino a Mantova, ma ha trascorso le estati dell’infanzia sul lago di Garda. Appassionata di folclore e leggende metropolitane, è autrice del saggio “Leggende, curiosità e misteri del lago di Garda” edito su Lulu.com, ed è anche autrice di narrativa. Ha pubblicato racconti su e-book e pubblicazioni cartacee. Nel 2005 ha vinto il Premio di narrativa Akery, sezione horror. Nel 2010 sulla raccolta “Estate 2010” pubblicherà un racconto ambientato a Manerba ispirato dalle storie di mostri nei laghi. È consulente e correttrice bozze per piccole realtà editoriali, per lavoro si occupa principalmente di copywriting e uffici stampa.
L’abbiamo intervistata in merito a questo suo saggio.
Ci potrebbe tracciare un suo breve identikit o biografia, in particolare riguardo alla sua passione per la mitologia e il folclore locale?
La mia passione per questi argomenti nasce quando ero ragazzina, con le letture in particolare di Stephen King e H.P. Lovecraft, e più tardi di autori come Bradbury e Straub. Sono un’autrice a mia volta, di narrativa, e quando in Italia si vuole affrontare il tema del soprannaturale si hanno due strade, o fare un’imitazione di quello americano o trovare una dimensione mediterranea alle proprie storie. Grazie proprio alla ricerca, che per un autore non si ferma mai, mi sono appassionata al folclore italiano, e poi ho scoperto che esistevano storie che riguardavano i luoghi in cui ho passato la mia infanzia.
Come nasce il libro sulle leggende del Garda? Ce lo presenta?
La ricerca su misteri e leggende è venuta fuori in modo del tutto casuale, quando una decina di anni fa avevo iniziato da poco a scrivere: un giorno sul Giornale di Brescia – inseparabile lettura di mio nonno – trovai un articolo che parlava di alcune streghe bruciate sul rogo in epoca medievale. Ricordo che una di esse era originaria di San Felice del Benaco, e mi colpì molto il fatto che un argomento che mi affascinava tantissimo potesse riguardare un luogo che amavo.
Per questo iniziai ad avere un occhio di curiosità per questo argomento legato al Garda e mi venne l’ispirazione per la trama di un romanzo, che non ho ancora scritto ad oggi. Piano piano cominciai a fare qualche ricerca e alla fine mi ritrovai per le mani un sacco di materiale. Decidere di metterlo insieme e farne un saggio è stato abbastanza naturale. Un po’ più difficile è stato pubblicarlo, ma mi sono rivolta a Lulu.com e autoproducendomi sono riuscita a iniziare anche a distribuirlo presso qualche libreria locale, nonché a fare qualche incontro tematico e a farlo conoscere. Ora ovviamente spero che prima o poi un editore crederà seriamente in “Leggende, curiosità e misteri del lago di Garda” e che si potrà seguire una strada più tradizionale per la pubblicazione.
Crede che queste tematiche da lei trattate interessino la popolazione locale o crede che si stia perdendo il contatto con la nostra storia passata e con il folclore locale? Per quale o quali motivi?
Devo dire che il mio libro ha destato curiosità in molte persone. Credo che se da una parte la vita moderna ci spinge alla velocità, alla tecnologia, all’azione, le paure viscerali che le persone hanno siano le stesse che hanno da sempre. Il fascino di una storia, oggi, se vengono toccate le corde giuste ha ancora un valore, è cambiato molto il mezzo con cui viene trasmesso e anche il modo di trasmissione: non per niente non esiste più la catena di Sant’Antonio cartacea ma siamo passati alla mail e oggi addirittura ai tag su Facebook. Purtroppo in tutto questo la leggenda antica esce molto penalizzata, perché a prendere il sopravvento sono le nuove leggende, le urban legends che hanno elementi di modernità. Il mio libro è un tentativo di tenere invece vivi anche i miti antichi.
Le leggende, secondo i suoi studi e secondo la sua personale opinione, hanno tutte una base di verità storica o sono frutto dell'inventiva? O lo sono solo alcune?
È interessante che tanti elementi del paesaggio abbiano una loro storia che appartiene alla mitologia (massi, monti, fiumi, pesci) e che poi invece la scienza, la ricerca storica o archeologica ci spieghino invece come siano nati. Credo che se la leggenda nasce è perché il sentimento umano, la paura ma anche la sensibilità dell’individuo, non siano così facilmente inscatolabili. Nel libro qualcosa di vero c’è, purtroppo le ricerche sulle streghe fanno riferimento anche a processi e torture veramente accadute.
Ci dà un assaggio del suo libro, magari raccontandoci brevemente qualcosa riguardante la sponda gardesana o il Monte Baldo?
Sulla sponda gardesana personalmente mi ha colpito molto una leggenda secondo la quale Nettuno, dio del mare, avrebbe fatto la guerra a Benaco per scacciarlo dal lago perché il dio del mare preferiva il Garda alla sua dimora. E così secondo la leggenda si alleò con gli altri dei ritrovandosi però in guerra anche con Giove. Poi ci sono altre leggende più conosciute, come quella sull’origine dello Scoglio della Stella – un tempo una ninfa, tramutata in pietra – e lo sposalizio del lago, di cui si può vedere il bassorilievo a Punta San Vigilio. Invece sul Baldo posso anticipare che una delle storie di streghe che qui venivano narrate ha parallelismi con una notissima leggenda metropolitana... è la dimostrazione che le paure dell’uomo non cambiano con il passare delle epoche.