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Peschiera, no al test antidroga

21 Aprile 2010 - di Fausto Recchi

Col voto contrario di quasi tutta la maggioranza, non passa in Consiglio la mozione dell'opposizione sul test volontario antidroga.

E' stata respinta dal Consiglio comunale di Peschiera, giovedì 18 marzo, la mozione presentata dai consiglieri di opposizione Vacchiano, Reversi, Tomezzoli e Dalla Pellegrina, che proponeva di impegnare i consiglieri a sottoporsi volontariamente ad analisi mediche idonee "a dimostrare la loro estraneità all'uso di sostanze stupefacenti, dando quindi il giusto risalto ai risultati dei test". La maggioranza si è divisa, chi ha votato contro l'ha fatto sottolineando il populismo e l'inutilità pratica, a loro parere, della proposta.
Una proposta che era stata già presentata nella seduta precedente del Consiglio, ma che non era stata discussa perché il 29 gennaio Sindaco, Giunta e maggioranza avevano lasciato l'aula prima della discussione del punto, in polemica col quotidiano "L'Arena". Il giornale, secondo l'Amministrazione, avrebbe fatto un'informazione scorretta relativamente al rinvio a giudizio subito dal sindaco Chincarini, dall'assessore all'urbanistica Montresor e da alcuni dipendenti comunali, riguardo alla presunta lottizzazione abusiva di località Sermana.

Al di là della diatriba sulla mozione, a Peschiera si era parlato di droga per cronache ben più allarmanti, qualche giorno prima. Lunedì primo marzo una maxi-operazione di polizia aveva sgominato una banda italo-albanese che spacciava cocaina nella zona del basso lago. Due chili la quantità di polvere bianca sequestrata, nove gli spacciatori arrestati: otto in carcere e uno ai domiciliari. Quattro persone erano state invece obbligate alla firma, tra cui tre titolari di bar indiziati per favoreggiamento, bar in cui avveniva spaccio di cocaina. La droga arrivava da Milano e Bergamo e veniva acquistata soprattutto da giovani e giovanissimi. L'operazione, denominata "Benacus", aveva visto impegnati un centinaio di uomini delle squadre mobili di Verona, Brescia e Mantova e del commissariato di Desenzano, coordinati dal Servizio centrale operativo di Roma, che prima del blitz avevano controllato minuziosamente per mesi alcuni bar, fermando una cinquantina di persone che facevano uso di stupefacenti.

Anche il sindaco Umberto Chincarini, intervistato da L'Arena nei giorni successivi, si era detto preoccupato della situazione, e della "agilità" con cui il problema era stato fino a quel momento affrontato, in un paese balzato recentemente agli onori della cronaca anche per l'arresto di un estorsore camorrista, che il sindaco aveva definito un fatto isolato: "Peschiera sorge su una direttrice geografica, ha un'economia appetibile, ma tutto questo spiega fino a un certo punto. Non è soltanto una questione di controllo del territorio. Questo già si fa, ed è ottimo. La vicinanza con realtà confinanti di un'altra Regione che hanno fatto del divertimento fino all'alba una sorta di undicesimo comandamento di certo non ha giovato". E' la legge della domanda e dell'offerta, che secondo Chincarini anche i turisti stranieri possono incrementare: "Alcuni olandesi hanno un rapporto con certe droghe diverso dal nostro. E sulla scia di qualcuno possono arrivare personaggi poco raccomandabili".

La droga aveva quindi fatto parlare in paese, visto anche che due dei baristi coinvolti vivono e sono originari di Peschiera, e che i loro nomi sono circolati velocemente sulla bocca della gente. E in questo clima si è discusso della mozione sul test volontario antidroga, letta dal consigliere Vacchiano. Chiaro e unanime il messaggio portato dalla minoranza: poiché l'uso di droga altera la normale lucidità di giudizio e rende le persone ricattabili, secondo i consiglieri d'opposizione è giusto che chi ha responsabilità amministrative possa certificare alla cittadinanza di condurre uno stile di vita regolare. Lo svolgimento e la pubblicazione dei risultati del test sarebbero su base volontaria.

Diversi i pareri dei consiglieri di maggioranza. "Una mozione importante" secondo l'assessore Montresor, "che andava fatta mesi fa, quando altre persone risultarono coinvolte in problemi di quel tipo. D'altra parte, quando una vicenda mi riguarda la stampa la pubblica prima ancora che io ne sia a conoscenza, quando riguarda gli altri nessun giornalista ne scrive". Il riferimento è al caso della lottizzazione Sermana. Il Sindaco esprime le proprie perplessità sul test, chiedendo alla Vacchiano se non lo consideri invasivo della libertà personale, e se consideri chi non si sottopone al test o non pubblica i risultati meno integro degli altri. "Il test è volontario, non si possono dare giudizi" la risposta. Secondo l'assessore Di Lorenzo "non ha senso fare il test se non si pubblicano i risultati", e comunque una persona "può essere un buon amministratore anche assumendo sostanze stupefacenti". Secondo il consigliere Fraccaroli "si tratta di una proposta populista, visto che nessuno saprà mai chi si è sottoposto o chi è risultato positivo", e pertanto propone che i consiglieri comunali "diventino donatori di sangue, esempio di aiuto e solidarietà, azione che certificherebbe anche la non assunzione di droghe".

A votare a favore, oltre ai quattro presentatori della mozione, sono anche i consiglieri di maggioranza Adami, Bellocchio e Giovanni Chincarini. Tre gli astenuti: Amicabile, Frezza e Montresor. Contrario il resto della maggioranza: Umberto Chincarini, Zenato, Di Lorenzo, Gaiulli, Melotti ,Carletti, Fraccaroli. Sette a sette, palla al centro e mozione respinta.




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