Una rondine non fa primavera
La primavera non arriva con le prime rondini, nè con le prime tiepide giornate di sole, nè con la comparsa dei primi germogli. Sul lago di Garda l'unico ed incontrastato segnale dell'aprirsi della stagione è l'arrivo di flotte di turisti in calzettoni bianchi e birkenstock.
Finchè vedete persone che indossano canottiera, maglione di lana, cappotto e sciarpa - nonostante il sole e le temperature più vicine ai 30 che ai 20 - potete star tranquilli che la primavera non è arrivata, anche se la natura vi fa pensare il contrario. Noi italiani crediamo fermamente nel detto :"Aprile, non ti scoprire" e in effetti non togliamo un solo capo rispetto a quelli che portiamo in pieno inverno quando siamo sotto lo zero. Poco importa se questo comporta una temperatura corporea più alta del normale e compromette i rapporti con il resto del genere umano: non si può mai sapere, magari il cielo si annuvolerà all'improvviso, il vento soffierà forte, ci sarà un brusco calo delle temperature, il lago congelerà, i pinguini migreranno qui e noi ci troveremo a letto con un febbrone da cavallo.
Quando invece si aggirano ragazze in shorts e canotta e ragazzi in bermuda e scarpe da tennis significa che Pasqua è alle porte. Potrebbero esserci 10 gradi ed il lago congelato davvero, i pinguini che sorseggiano un mojito sulla spiaggia ma li vedreste comunque indossare intrepidi questi capi estivi.
Un'altro segnale inequivocabile è dato dalla situazione alla Lidl. In inverno si fa la spesa in cinque minuti e si trovano soltanto persone che hanno comprato pasta Barilla e Nutella pensando di aver risparmiato. Ma questo non accade con il primo caldo: il parcheggio è intasato, le targhe delle auto sono diverse dal solito, all'interno c'è una confusione infernale ed alla cassa il 90% della spesa è rappresentato da crauti, würstel, birra e cibi in scatola. Indovina chi viene a cena?
Rimane da capire se siamo più furbi noi che andiamo per risparmiare e poi compriamo comunque prodotti di marca o loro che in vacanza nella patria della pasta e della pizza insistono nel consumare i loro piatti nazionali.
L'ulteriore test che si può effettuare è quello del bar. Finchè le frasi pronunciate dal barista o dal cameriere sono "Desidera un caffè?" oppure "Vuto 'na bira?" siamo ancora al sicuro dalle invasioni barbariche. Quando invece la lingua si fa più dura e si sente chiedere "Möechtest du ein Bier?" oppure "Ja, ich habe Spezi" allora i turisti sono arrivati. Ne dicano pure gli amanti della lingua tedesca: sarà precisa quanto si vuole, non darà adito a malintesi, ma provi qualcuno a tradurre in tedesco la parola dialettale "tuin" (che corrisponde all'italiana canicola estiva) oppure "inverecondia" (mancanza di pudore). Anche se, sicuramente, avete dormito sonni tranquilli fino ad oggi senza porvi il problema.
Se prendete l'autobus, poi, la primavera si fa sentire anche all'olfatto.
D'inverno si viaggia tranquilli, non c'è troppa gente, tutti sanno il da farsi e la vita scorre tranquilla. Da Pasqua in poi tutto cambierà. Alla fermata non ci sarà più la solita manciata di persone, ma anche comitive di stangone bionde alte 1 metro e 90, signore con i capelli anni '80 e anziani con la cartina geografica e calzettoni bianchi alle ginocchia che sembrano non rendersi conto della gravità della situazione. Noi invece siamo pronti alla guerra, e più si avvicina l'orario di arrivo dell'autobus più invadiamo la strada per assicurarci un posto a sedere. Quando si aprono le porte, se le persone scorrono velocemente significa che sono del posto e sanno cosa fare, se invece si creano ingorghi davanti all'autista significa che si tratta di un povero turista che chiede informazioni (che tanto non avrà mai perchè l'autista non sa una parola di tedesco). Una volta che tutti sono riusciti a salire, il viaggio sarà infernale perchè ci sono troppe persone, ed è meglio augurarsi che il mezzo sia dotato di aria condizionata perchè se il sole è troppo generoso (in termini di calore) potreste non arrivare vivi a destinazione.
Segnale non meno importante di altri è dato dai ciclisti. A noi italiani piace fare le regole per poterle disattendere, crediamo (a parole) nel senso civico ma poi, insomma, è lo stesso anche se non siamo proprio noi i paladini del buon comportamento!
Andare in bicicletta in fila indiana non è divertente perchè non si possono scambiare due parole con gli amici, tagliare la strada alle auto non è così grave perchè se cadiamo, alla fine, la colpa sarà loro, se di notte il fanalino non funziona possiamo sempre dire che si è appena rotto. Si capisce che la primavera è alle porte quando si incrociano ciclisti in fila indiana, ben ordinati, che non osano oltrepassare la linea bianca che delinea la carreggiata, con caschetto, e bimbi ben sistemati nel loro seggiolino. Possono essere tedeschi, danesi, olandesi, francesi, inglesi... di qualsiasi nazionalità, ma sicuramente non italiani.
Probabilmente in questi giorni vi è capitata una o più di queste situazioni: la primavera è arrivata, quindi non ci resta che augurare Buona Pasqua a tutti!








