Il mito della galaverna
Il respiro gelido della notte che si posa sulle strade e sull’erba dei campi, ricama ragnatele e fili sottilissimi tra gli alberi e i lampioni, rende scintillante di ghiaccio il mattino. E’ Jack Frost, l’elfo del ghiaccio. Ha scorazzato tutta la notte e si è divertito a stendere veli congelati ovunque, intrecciando cristallini nastri di nebbia, ha disegnato un paesaggio surreale, protetto dalla notte.
In meteorologia la galaverna è un deposito di ghiaccio in forma di aghi, scaglie o superficie continua ghiacciata su oggetti esterni che può prodursi in presenza di nebbia quando la temperatura scende in modo significativo sotto lo zero. La galaverna (in inglese soft rime) è costituita da un rivestimento cristallino, opaco e bianco intorno alle superfici solide; di solito non è molto duro e può essere facilmente scosso via. Essa si forma perché le goccioline d'acqua in sospensione nell'atmosfera possono rimanere liquide anche sotto zero. Questo stato è instabile e non appena le gocce toccano una superficie solida come il suolo o la vegetazione si trasformano in questo incredibile e poetico fenomeno.
Restano ancora poche ore
Alla notte
Per finire i suoi fragili ricami
Presto il sole
Suonerà mille violini di ghiaccio
Tra gli alberi.









