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Se il motoscafo disturba

04 Agosto 2010 - di Tommaso Prevedelli e Alessandro Berti

In aumento le imbarcazioni che violano la zona di navigazione mettendo a rischio i bagnanti sul tratto di Garda tra punta San Vigilio e il Corno.

Negli scorsi giorni sono aumentate le segnalazioni di natanti per quanto riguarda le imbarcazioni che si avvicinano alla riva oltre i 300 metri consentiti per legge. Il tratto in questione è la zona compresa tra le località Corno e San Vigilio, area di notevole pregio ambientale e famosa per i suoi canneti e i tentativo di renderla sempre meno soggetta al traffico delle imbarcazioni soprattutto a motore. Le imbarcazioni, traghetti esclusi, sono di proprietà o possono essere noleggiati da chi desidera trascorrere qualche ora di libertà in mezzo alle acque. In generale comunque non è necessaria la patente nautica per le imbarcazioni fino a 40 cavalli di potenza.
Con l’ordinanza numero 55 il Comune di Garda ribadisce il divieto di navigabilità in questo tratto e la delimitazione delle zone di balneazione, tuttavia sono state frequenti le segnalazioni alla Guardia Costiera di infrazioni da parte di imbarcazioni. Una serie di boe di colore giallo delimita la spiaggia balneabile tra Località Corno e Località San Vigilio ma complice l’incompleta o la totale non conoscenza delle regole nautiche, per chi non ha la patente, o l’esibizionismo di qualcuno o l’attrazione per i bar presenti sulla spiaggia, spesso e volentieri molte imbarcazioni, soprattutto motoscafi, entrano in questa fascia con grande dispetto dei bagnanti. “Noi bagnanti – dichiara Anna Codognola, un’assidua frequentatrice di questa spiaggia - siamo contenti per le boe, bisogna comunque che l’ordinanza sia fatta rispettare. Spesso infatti sono proprio i bagnanti a chiamare le forza dell’ordine e servirebbero forse più verbali anche perché molte volte si tratta di motoscafi per cui non serve la patente e quindi i proprietari non conoscono le regole. La spiaggia è molto frequentata, ci vuole sicurezza per evitare disgrazie. La Legge Regionale 52 disciplina la navigazione lacustre anche riguardo a velocità e rumorosità, ma spesso non si hanno gli strumenti adatti per un controllo preciso. Forse una soluzione potrebbe essere rappresentata dalla creazione di pontili di attracco pubblici nel porto. Ma in generale non si vuole che si diano multe ma si vuole la presenza di controlli soprattutto nei fine settimana, quando la quantità di bagnanti risulta essere maggiore”.

Le operazioni di controllo sono affidate alla Guardia Costiera che coordina gli interventi tra Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza. La polizia, non avendo mezzi acquatici a disposizione non può intervenire, quindi il controllo spesso è effettuato direttamente dalla Guardia Costiera che conta tre barche, due a Salò e una a Bogliasco, per il pattugliamento dell’intero lago e che spesso sono occupate nelle operazioni di soccorso. Raggiunti telefonicamente i dipendenti della Guardia Costiera confermano l’aumento delle verbalizzazioni negli ultimi giorni, multe che vanno dai 44 ai 172 euro a seconda delle leggi delle tre diverse province del lago. Operazioni di controllo anche per il Comune, infatti l’ufficio del demanio idrico conferma di aver pianificato una uscita settimanale il giovedì per il controllo del lago in accordo con la convenzione con la Lega Navale.

Interpellati sulla loro condotta alla guida i turisti stupiscono ancora una volta. Nella grande maggioranza stranieri invece di ormeggiare al di là delle boe e proseguire con un canotto gonfiabile o a nuoto, cosa che si dovrebbe fare, spesso vengono fino a riva con la barca. Si va dalla reazione stupita di chi non conosce il significato delle boe, alla reazione indifferente, fino alla reazione irrisoria di chi considera i possibili controlli come qualcosa di cui non preoccuparsi troppo visto che in Italia, a suo parere, vige il lassismo e l’impunità. Infine ecco la risposta di un turista tedesco apostrofato proprio dalla signora Codognola perché aveva deciso di ormeggiare il motoscafo a due metri dalla riva piena di bagnanti. “Io non capisco questa decisione, perché io devo venire qui con un’altra barca e ormeggiare la mia al di là delle boe? Questo è controproducente per voi, perché noi portiamo soldi e così facendo nessuno verrà più. Io stesso non credo che frequenterò più questo posto. Ci perdete voi con questa politica”.
Forse buonsenso e rispetto sono la chiave di tutto, basterebbe capire che tutti hanno diritto di godersi il lago e quindi cercare di evitare la fascia balneabile almeno nei momenti di grande frequentazione, per non causare seriamente qualche tragedia.

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