IlGardesano.it

Informazione civica per tutti i Comuni del Garda-Baldo

Frau vuole la provincia del Lago

01 Settembre 2010 - di Alessandro Berti - Comm_white_icon(1) Commenti

Il professor Aventino Frau, Presidente della Comunità del Garda, si dichiara favorevole alla costituzione di una provincia autonoma del Lago di Garda.

Lei sostiene la possibilità di creare una provincia del Garda. Quali sono i motivi di questa proposta e soprattutto i vantaggi di questa soluzione? Il territorio gardesano rappresenta, ad onta delle separazioni regionali e provinciali, una realtà unica ed unitaria, stabilita prima di tutto dalla geografia, alla quale si è aggiunta la storia, la vocazione e l'attualità economica, una cultura sostanzialmente unitaria e molto influenzata dal lungo dominio veneto durante il quale il Garda tutto ed il suo ampio entroterra, era, con ampia autonomia, governato da Venezia. Basti pensare alla Magnifica Patria del territorio (ora lombardo) che aveva la sua capitale a Salò.
Il lago è tutt'oggi il fattore unificante che determina, in modo totale, la fisionomia, la natura, l'ambiente, il paesaggio, la memoria storica di tutto questo territorio. Questa unità non è riconosciuta anzi è osteggiata dalle varie realtà politiche ed amministrative che vedono nel Garda unito, ricco, potenzialmente forte sia economicamente che fiscalmente, una sottrazione al proprio potere, alle proprie risorse, al proprio dominio territoriale.  Se un Garda unito, dà fastidio al potere altrui, vuol dire che diviso lo avvantaggia, ma danneggiando i gardesani.
I vantaggi dell’unità, in qualunque forma espressa, authority, provincia, regione, sono sotto gli occhi di tutti e sono quelli di un territorio che governa il proprio sviluppo in modo autonomo, forma una sua propria classe dirigente che lo rappresenta, lo difende, in sintonia con il resto del Paese e come si conviene ad un territorio adulto, civile, con grande appeal internazionale: una regione d'Europa piuttosto che il residuale di altre province e regioni, che vogliono governarlo senza effettivamente rappresentarlo e nemmeno conoscerlo.

Personalmente sono contrario alle province, convinto che esse rappresentino solo una costosissima macchina di potere clientelare e non corrispondono territorialmente al territorio in modo omogeneo. Infatti esse stesse, nei piani del proprio sviluppo, si definiscono in modo diverso. Per fare un esempio la Camera di Commercio di Verona divide il territorio della provincia in cinque grandi aree omogenee: il Garda veronese è una di queste.
Sono pertanto favorevole all'abolizione delle province ed alla diversa articolazione delle aree omogenee, con un sistema che ho chiaro in mente, di aggregazione basata sui comuni, per nulla costosa, non burocratica, ben legata al territorio.  È una logica che la Lega aveva condiviso prima di diventare un partito come tutti gli altri, legato al potere ed ai suoi benefici, con una dirigenza ormai professionista della politica. Ora la Lega e di conseguenza il governo che essa determina in ogni scelta, non solo vuole mantenere le province ma ne propone di nuove, come ha fatto con una proposta di legge (tutta formata da parlamentari leghisti) per far diventare provincia la valle Camonica.
Ma allora i gardesani sono più stupidi dei camuni, meritano di meno visto che oltretutto rendono di più? Per questo richiedo la provincia del Garda.

In realtà il Garda dovrebbe diventare, per la sua posizione geografica, una Regione, come la Valle d'Aosta. Il Garda nel suo territorio ha oltre 300mila residenti, produce 20 milioni di presenze turistiche accertate e altri 10 milioni di presenze non alberghiere. La Valle d'Aosta ha 120mila residenti e il suo capoluogo Aosta ha 35mila abitanti. Inoltre il Garda è una vera e propria città diffusa sul suo magnifico territorio, finché non si finirà di rovinarlo. Non capisco il senso di una provincia autonoma, che è una vera regione e tale si sente, come il Trentino (un tempo avrei capito Bolzano ora assai meno) con vantaggi economici e decisionali indegni di qualunque confronto. Senza contare la regione Molise con 320000 abitanti e ben due province. E allora ripeto la domanda: i gardesani sono più stupidi dei trentini oltreché dei valdostani o dei molisani?

Si tratta di federalismo fiscale sul modello della Lega Nord? Alla domanda sul modello federale rispondo che non si tratta di federalismo, nel malinteso senso di cui oggi si parla in Italia e tanto meno del federalismo di tipo leghista che nasconde un vero separatismo.
In caso si tratta di applicazione di norme valide per tutto il Paese, ma in una valutazione corretta e rispettosa delle autonomie locali, delle rappresentanze del territorio, della natura e delle caratteristiche di ognuno, della capacità di produrre reddito e di essere competitivi a livello internazionale. Mi riferisco ad una cultura che si rifà a Sturzo e De Gasperi, un siciliano e un trentino, veri autonomisti ma anche veri patrioti. Non separatisti camuffati.
Del resto l’avversione della Lega nei riguardi di una pur debole e povera volontà di autonomia gardesana finora senza poteri se non la volontà politica di pochi, è un dato storico ormai consolidato. La crisi della Comunità del Garda è nata con le prime amministrazioni leghiste sul Garda che senza motivazioni, lasciarono la comunità: Peschiera, Gargnano, la Provincia di Mantova, Lonato, ed altri, condizionando poi anche imbelli amministratori del Pdl, come Mosele e Pastorello a Verona o i rappresentanti di un Pdl lega dipendente a Brescia.

Quali sono le attività della Comunità del Garda, Ente che rappresenta i Comuni delle regione del Garda, a capo della quale è stato richiamato nel 2006 ? Sarebbe lungo raccontare le attività del ruolo della Comunità del Garda, ci vorrebbe più di un libro. Basti pensare che, se non ci fosse stata la Comunità, non avremmo realizzato partendo già dal 1969-70 il grande piano di depurazione delle acque, ed il lago non sarebbe quello che è, nonostante abusi territoriali e urbanistici e l'impressionante aumento di turisti.
Non ci sarebbe stata la preziosa attività di promozione turistica unitaria del lago in collaborazione con gli operatori, poi distrutta da legislazioni regionali frazioniste che hanno creato consorzi ed entità parziali che fanno ridere gli operatori internazionali e tolgono forza all'immagine ed alla promozione turistica di tutto il lago. Né avremmo avuto una comune legislazione sulla navigazione, pubblica e da diporto, di tutto il lago. E una tutela della sicurezza lacustre con una presenza permanente e assai importante della guardia costiera che ha posto la base del coordinamento di tutte le forze presenti in acque gardesane.
La Comunità ha affrontato in modo globale, pur senza alcuna risorsa e senza gli sprechi delle amministrazioni provinciali pletoriche, costose, burocratiche ed inefficienti, i grandi temi dello sviluppo del suo territorio, come avvenne nella grande riflessione della fine degli anni 70 e come si sta preparando a fare per il futuro del Garda dei prossimi trent'anni.
Ha difeso con energia, soprattutto in questi ultimi anni, la qualità delle acque del Garda, contro il tentativo delle province (tranne Trento che ci ha subito ripensato) e complice il Comune di Peschiera, di alterarne la qualità, immettendo le acque dell’Adige, anche con costose azioni giudiziarie. Ha tutelato i livelli delle acque, collaborando con le varie entità istituzionali e dei consorzi agricoli, per soluzioni ragionevoli non penalizzanti per il Garda, ha promosso la valorizzazione culturale del patrimonio gardesano con il contributo della Fondazione della Cassa di Risparmio delle province lombarde ed il grande studio internazionale finanziato dall’Unione Europea sui problemi del controllo, tutela, miglioramento, governance dei bacini lacuali d’Europa di cui la Comunità è capofila. E si potrebbe continuare ancora a lungo.

Cosa le piace e non le piace della zona del Garda Baldo? Della zona del Garda-Baldo mi piace quasi tutto e lo comprova il fatto che ho scelto di abitarci in modo permanente come cittadino della bella San Zeno di Montagna. Non mi piace il fatto che un territorio così bello, strategico, con grandi potenzialità viva nei campanilismi comunali, nelle piccole rivalità locali, nella rincorsa al “paesano” senza un disegno ed un comportamento comune, in una solidarietà territoriale più forte. È un problema di classe dirigente o, se vogliamo, di mancanza di una vera classe dirigente. E’ un vuoto che fa e farà sentire il suo peso in futuro.
Lo sviluppo non è e non deve essere quantitativo, ma soprattutto qualitativo, continuo e non occasionale, rivolto al futuro e non legato all'effimero presente, al “cassetto” stagionale.  Non sono carenze che riguardano solo il Garda e il Baldo e gli entroterra, ma purtroppo larga parte del Paese.  Per noi, sul Garda, sono più visibili e soprattutto sul Garda orientale e ancor più sul basso Garda. Basta girare per rendersene conto.  Ci vuole un grande sforzo di impegno politico che, in questa lunga e triste fase della vita del Paese, è ancora più difficile da realizzare. Certo è difficile fare la vox clamans in deserto ma ritengo comunque utile lasciare segnato alle cronache e forse un domani alla storia locale, il richiamo alle necessità ed ai problemi di una grande realtà come quella gardesana e segnare anche le voci e di nomi di chi li ha capiti e di chi invece li ha ignorati, osteggiando il comune futuro.
 

Commenti a questo articolo Comm_white_icon

Default 01 Settembre 2010, 00:33 - di attilioanacleto (non registrato)

errata corrige

Cliccando su "comunità del garda" compare invece il sito del senatore intervistato. Leggendo la biografia si capisce che la sua è una vita vissuta nel solco della politica con la P maiuscola. Permettetemi di dire che manca una nota importante al curriculum del presidente della comunità del garda: quella di risultare nell'elenco della loggia massonica Propaganda Due detta anche P2 di Licio Gelli.




Par_tec Slowmedia - Web e comunicazione a Verona Guadeo Web Solutions