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Cantieri abusivi a Lazise

07 Luglio 2010 - di Caterina Marai Bendazzoli

Dopo il Comandante dei carabinieri di Peschiera Mario Marino, parola al sindaco Renzo Franceschini e a un membro dell'opposizione, l'architetto Giorgio Benoni. Seconda parte.

La vicenda dei sei cantieri edili posti sotto sequestro a Lazise ha attirato l'attenzione della carta stampata nonchè dei media televisivi, ma ci è sembrato non sia stata data sufficiente voce all'amministrazione comunale: abbiamo perciò deciso di sentire cosa ne pensano il sindaco Renzo Franceschini e un membro dell'opposizione, l'architetto Giorgio Benoni.

Cominciamo con l'intervista al sindaco di Lazise, Renzo Franceschini. A noi risulta che siano stati sequestrati 2 o 3 cantieri per abusivismo, non le sembrano molti su un totale di sei? R.F. "C'è da dire che i controlli sui cantieri vertevano prevalentemente, da quello che ho letto sul comunicato Ansa, sulle norme sulla sicurezza sul lavoro e sulla regolarità contributiva. A Lazise di cantieri sequestrati dai carabinieri ce ne sono stati 2 in questi ultimi 3 mesi: uno riguarda la costruzione abusiva di una tettoia, ed uno riguarda la zona vicino alla Marra, che è quella casa costruita, in parte, in zona definita dal Piano di Assetto del Territorio (il cui acronimo è Pat, ndr) che noi abbiamo approvato non idonea. La mia speranza è quella che non ci sia nessun cantiere non in regola, però questo dipende non dalla volontà dell'amministrazione ma dai tecnici che dovrebbero fare il loro lavoro. Per me quello che supera l'uno è sempre tanto però non dipende, ripeto, dall'amministrazione ma delle norme che devono essere rispettate dagli addetti ai lavori".

Il capo della commissione edilizia si è dimesso pochi mesi fa, da quanto ne sappiamo un amministratore si è dimesso circa 15-20 giorni fa, ed un altro ancora è sotto indagini: cosa ci dice? R.F. "Non c'è nessun amministratore che si è dimesso pochi giorni fa. L'unica persona all'interno della nostra amministrazione che ha compiuto una scorrettezza tecnica come professionista, e non come amministratore,  si chiama Adami. Quindi non si è dimesso alcun amministratore e non è coinvolto in queste irregolarità nessun amministratore. L'ingegner De Carli si è dimesso per una scorrettezza come tecnico, ma essendo anche presidente della commissione edilizia ha pensato di presentare le dimissioni di sua spontanea volontà, prontamente accettate da me e prontamente comunicate anche all'opposizione che aveva chiesto chiarimenti in merito a questa vicenda. Ho quindi comunicato ai due capigruppo le dimissioni e la mia accettazione, dicendo che non c'era più bisogno di parlarne in quanto il motivo della discussione si era risolto in modo spontaneo e naturale".

Lei ha dichiarato che è stata indagata una persona “in qualità di tecnico e non di amministratore”: non è comunque un fatto gravissimo che una persona che ha partecipato alla stesura del Pat sia poi stata la prima a non rispettare le norme previste dal Comune? R.F. "Innanzitutto è stato soltanto sanzionato come tecnico. Da un punto di vista politico sicuramente conosceva il Pat, poi ovviamente non so se potesse conoscere ogni singola parte del territorio e le parti non idonee all'edificazione. Detto questo, c'è da rilevare che la zona definita dal Pat come cartografia diverge dalla realtà, purtroppo c'è stato un errore: la zona interessata, che è quella del Vai, passa non come disegnato sulla carta sotto la casa edificata ma in fianco".

Non le sembra assurdo che nessuno si sia accorto proprio di questa villetta bifamiliare in un parcheggio a pagamento del Comune? R.F.: "In effetti la stranezza è che, presentato il progetto per quella costruzione, non si sia accorto nessun tecnico - in assoluta buona fede, secondo me, in quanto tratti in inganno dal fatto che il Vai non passa sotto, come segnalato nella carta, ma in fianco. Questa è l'unica spiegazione che mi viene in mente.
Inoltre, non è che sia passato l'elicottero sopra la zona ed abbia fatto un blitz come è l'idea che si può essere fatta la gente leggendo i giornali, ma c’è stato un esposto ed i carabinieri hanno bloccato il cantiere ancora due mesi fa. Le notizie che sono state riportate sui giornali hanno dato un'idea diversa da quella che è la realtà. L'operazione dei carabinieri volta a verificare la sicurezza nei cantieri si è svolta negli ultimi tre mesi in tutta la sponda del lago da Bardolino a Valeggio, non solo a Lazise".
 

Alla domanda "Cosa ne pensa di quanto sta accadendo a Lazise?Possibile nessuno si sia accorto dell'edificio sorto in località Marra?" Giorgio Benoni, architetto nonchè consigliere di minoranza risponde:"Il Sindaco dovrebbe vigilare attraverso l'apparato di cui dispone che non si verifichino abusi nel territorio del suo comune. Intravedo una sperequazione di trattamenti che portano ad una spaccatura nella società e ad una devastazione del territorio, non escludendo i danni alle persone coinvolte in queste vicende. Oltre all'aspetto economico, che non è sicuramente da trascurare, ciò che mi preoccupa è la disparità di trattamento che si viene a creare tra i vari cittadini: c'è chi non può costruire, e chi lo fa in barba alle regole e poi esce da una situazione di irregolarità semplicemente pagando sanzione amministrativa. Ecco, questo aspetto di natura, per così dire, morale, è quello che mi sta più a cuore. Nel Pat, inoltre, intravedo un saccheggio del territorio con aspetti misteriosi e grotteschi".

"L'opposizione cosa sta facendo in quest'ambito?" G.B.:" L'opposizione è in fortissimo antagonismo con l'amministrazione comunale - posizione manifestata sin dall'inizio contrastando tutti i provvedimenti di natura urbanistica a cominiciare dalle varianti assunte attraverso il comma 9 dell'art. 50 della legge regionale 61/85  fino al Pat inteso come espressione massima di malgoverno del territorio. La convocazione del Consiglio che abbiamo richiesto in data 23 giugno è finalizzata anche a coinvolgere i cittadini, ci auguriamo in molti partecipino per capire cosa sta accadendo intorno a loro".

"Il Sindaco Franceschini ha dichiarato in un articolo pubblicato sull'Arena il 20 giugno che l'amministratore indagato è finito nell'inchiesta in qualità di tecnico e non di amministratore, cosa ne pensa?" G.B.:" Il fatto che sia indagato sul piano professionale, a mio parere, è un aggravante nella faccenda. Ha partecipato alla formazione del piano, aveva elementi conoscitivi superiori ai suoi colleghi e quindi trovo ancor più grave ciò che è accaduto".




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