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Corrispondenze dalla preistoria

31 Maggio 2010 - di Marco Mazzi

Durante le grandi glaciazioni del passato il nostro territorio assomigliava all’attuale Groenlandia. Un viaggio tra gli antichi ghiacciai del Garda meridionale.

Nel nostro peregrinare nella preistoria siamo giunti a 150mila anni fa, in piena glaciazione di Riss. Le grandi glaciazioni che in epoche preistoriche colpirono le nostre zone (come il resto del mondo) furono molte. Ma tra le più recenti, quella che almeno nella nostra regione raggiunse i picchi più duri sembra essere stata proprio la glaciazione di Riss.

A quell’epoca, 150mila anni fa, si era in pieno paleolitico (secondo le attuali suddivisioni della preistoria). Mentre in Africa, in regioni più calde (che allora dovevano avere un clima temperato), viveva già la nostra specie, l’Homo sapiens, che in seguito si sarebbe propagata per il mondo dando vita alla nostra storia umana, qui da noi il clima era letteralmente glaciale. C’è chi ritiene che diverse popolazioni di Homo heidelbergensis, che abbiamo incontrato nello scorso viaggio, proprio a causa di glaciazioni come queste stessero lentamente disperdendosi e diminuendo di numero, mentre altre, nel corso di centinaia di migliaia di anni, si stessero evolvendo dando vita a nuove popolazioni, conosciute come Uomo di Neandertal (Homo neanderthalensis), che anche in questi periodi glaciali riuscivano a vivere nella fredda Europa. Pare che l'antichissimo sito preistorico di Quinzano Veronese, qui vicino, fosse abitato anche durante la glaciazione di Riss, forse grazie anche alla sua ottima posizione, posto sulle propaggini collinari più basse ed esposto al sole durante tutto il giorno. Ma con ogni probabilità la sopravvivenza degli ominidi nelle nostre regioni durante questa glaciazione fu possibile solo grazie alla loro padronanza del fuoco: già da centinaia di migliaia di anni infatti dominavano l'uso del fuoco, sapendolo accendere e "addomesticare", unici tra tutti gli esseri viventi a essere riusciti in questa "impresa".

Ma l’impatto di trovarci immersi in quell’ambiente per noi sarebbe spaventoso: il nostro territorio non doveva essere molto dissimile dall’attuale Groenlandia! Trovandoci lì in primavera inoltrata (secondo i canoni di oggi), sarebbe stato normale essere accolti da temperaturine sull’ordine dei dieci gradi sotto zero! Il paesaggio era dominato a ovest da un imponente ghiacciaio, che provenendo dal bacino del Garda arrivava a occupare tutta la parte occidentale del territorio bussolenghese, per intenderci dove oggi ci sono le colline moreniche e i loro degradanti pendii verso la pianura. Infatti le colline moreniche altro non sono che terra e sassi trascinati dalle morene del ghiacciaio, cioè dalle lingue di ghiaccio che venivano a “morire” proprio qui dopo aver attraversato gli immensi ghiacciai delle Prealpi. Detto così è un conto, ma trovarsi di fronte a una montagna di ghiaccio enorme fa tutt’altro effetto, è come trovarsi improvvisamente in Antartide!

Se il ghiacciaio arrivava fino alle attuali colline, il resto del territorio era tundra gelata. L'Adige forse non esisteva più, o al massimo nei brevi periodi in cui le temperature erano superiori agli zero gradi si formava un torrente dallo scioglimento degli strati più esterni del ghiacciaio. Delle immense foreste che abbiamo visto qualche centinaio di migliaia di anni prima, nel nostro viaggio precedente, non c’era più nessuna traccia, anzi pare impossibile che in questo stesso luogo potessero essere mai esistite. Per non parlare delle distese calde e aride che pure abbiamo visto, o dell’ormai remotissimo oceano tropicale di decine di milioni di anni prima… Chi l’avrebbe detto che il suolo che calpestiamo è stato modellato praticamente da quasi tutti i climi e ambienti possibili? Incredibile, eppure è stato così.

Questo fu comunque, probabilmente, il clima più inospitale che le nostre zone abbiano mai visto. Nel periodo "estivo", quando la morsa del gelo si allentava un po’, sarebbe stato possibile forse vedere branchi di renne e di mammut che pascolavano la flora tipica della tundra, cioè arbusti, licheni e muschi.
Però fu da quell’ambiente, per quanto inospitale, che nacque quello attuale che noi abitiamo: per esempio il ghiacciaio che occupava il bacino del Garda alla fine delle glaciazioni si sciolse e, grazie alla “diga” delle colline moreniche formate dal terreno spostato dalla morena glaciale, il ghiaccio sciolto invece di scivolare tutto via con i fiumi si accumulò nel bacino formando il più grande lago d’Italia, il nostro bellissimo Lago di Garda.




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