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Un campione acrobatico

26 Maggio 2010 - di Alessandro Berti

Massimo Bavieri è un atleta veronese nella disciplina del downhill, categoria del pattinaggio inserita tra gli sport estremi praticata su strada.

Il roller downhill è una disciplina a cui si arriva per gradi attraverso attività sempre legati ai pattini a rotelle in linea. E' quindi l'ultima tappa più estrema per un roller?

Direi proprio di si, anche se c'è da dire, che le discipline del roller sono talmente variegate, da dettare per ognuna carriere molto diverse e preparazione ed attitudini per tutte le tasche. Quindi che il downhill sia l'estremo del roller è vero come anche è vero che lo è l'half pipe o l'hockey per altri versi. Siamo assolutamente sicuri però che la punta massima di velocità in una disciplina roller si raggiunge con il downhill, dunque il mio 20esimo tempo in classifica generale assoluta nel mondiale 2009 mi dona il titolo di ventesimo pattinatore più veloce del mondo. Considerando che i praticanti del roller nel globo sono diversi milioni, posso essere più che soddisfatto.

Nel frestyle acrobatico hai ottenuto nel 1998 un record mondiale grazie a una performance acrobatica chiamata "Carré", un salto di precisione nel quale si deve "centrare" in volo una "finestra" più piccola possibile. Nel tuo caso la finestra misurava 54x110cm. Resiste ancora questo record?
Fu realizzato la prima volta ad uno show memorabile a Trieste alla fiera del fitness, e poi eguagliato lo stesso anno a Piombino in occasione di un cerimoniale per i campionati mondiali juniores di velocità. Il tutto davanti ad un festoso pubblico di 3/4mila persone ed alle telecamere della RAI regionale. Per un attimo sembrava pure che sarebbe stato inserito nel guinness dei primati, ma poi la commissione decise che erano già molte le performances su roller ed una più non era necessaria (ahimè), all'epoca capitanavo il "dream team" una squadra acrobatica che faceva show in giro per l'Europa, ed ognuno di noi era nel guinness, tranne io. Peccato!
Non essendo la cosa stata accettata dal guinness non saprei se adesso c'è un nuovo primato. Mi risulta essere entrato un ragazzo in 49centimetri, ma che l'ostacolo basso era molto basso (circa 80 centimetri) e quindi è tutto da vedere se può essere considerato valido (il mio salto era su un ostacolo alto 115), occorrerebbero le rigide regole del guinness per gestire questi dettagli, e dunque si è anche perso l'interesse da parte dei giovani a tentare di battere il record proprio per l'assenza del guinness (ad ogni modo i record del dream team di allora sono tutt'ora inviolati).
Diciamo pure che ad oggi nessuno è ancora stato capace di entrare in volo in una "finestra" così piccola, posta a 115 centimetri... per quello che può valere.
Preparazione specifica per il kubo (nome italiano dato al Carré) in realtà non c'è, occorre essere molto ma molto snodati, ed io lo sono sempre stato per natura. In effetti non mi è costato gran fatica battere il record, mi son bastati due anni ed una serie di show in cui mi mettevo sempre alla prova: il pubblico è determinante, mi da una carica pazzesca e riesco a fare cose che in allenamento per mio conto non riuscirei. Ma all'epoca facevamo almeno uno/due show a settimana.

Un roller statunitense ha detto che ci sono circa un centinaio di praticanti del roller downhill a causa della sua difficoltà. Confermi questo dato?
Negli Stati Uniti sono molto pochi, io penso una ventina. Se sono cento, io non li ho mai visti alle gare. Ad ogni modo il loro livello è piuttosto mediocre, c'è il vecchio Dan Burger che arrivò quinto al mondiale 2001, ma poi al mondiale 2002 ebbe un brutto incidente, che gli costò diversi anni di stampelle ed è uscito di scena senza lasciare eredi. Gli americani attuali di punta fanno fatica ad entrare in finale in un mondiale, però vanno molto forte sul dritto, lì sono veramente forti, ma poi peccano nelle curve.
Posso dire che nella scena europea in effetti saranno un centinaio e poco più i praticanti di questa disciplina, o meglio, sono un centinaio quelli che fanno le gare, ma in città come Lyon  in Francia o Losanna e Ginevra in Svizzera ci sono un sacco di ragazzetti che si lanciano giù dalle pendici della città per puro divertimento e vanno pure forte, ma non fanno le gare. In effetti auspico che si possa rivederli come un tempo sulle piste del circuito mondiale, erano molto più belle le gare quando eravamo in tanti.

Come ci si può allenare su strade che sono sempre aperte al traffico?
Questa è una nota dolente. Si va lo stesso in mezzo alle macchine, avendo cura di scegliere luoghi e orari semi deserti.

In bocca al lupo per le tue prossime competizioni. A proposito, quali sono le gare che ti aspettano?
Ne ho una vicino a Ginevra in luglio, un'altra in Francia, una a Teolo in provincia di Padova sui colli Euganei che sarà gara valida per il titolo mondiale assoluto della FIRS, la Federation Iternationale Roller Sports, e poi ci sarebbe quella gara in Germania dentro la pista da bob... Il massimo dell'estremo e dell'adrenalina, si superano abbondantemente i 100 chilometri all'ora con una pressione sulle gambe che ti schiaccia come se tu avessi sulle spalle decine di chili! Non ne ho mai fatta una di quel genere, perché secondo me a tutto ci deve essere un limite, ma il mio allievo Angelo Vecchi, che ha fatto due podi di quel tipo di pista a Sarajevo in Bosnia dice che è il massimo e che dovrei provare... io invece un po' di fifa ce l'ho... vedremo se mi convincerà.
E poi ci sarebbero le due tappe extra europee: Stati Uniti e Australia... una mazzata: tra viaggio e tutto bisognerebbe stare via veramente troppo tempo, e dubito che possa permettermelo. Si auspica presto una tappa a Gerusalemme, e lì non è troppo lontano e mi piacerebbe andare, speriamo che la confermino!

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Massimo Bavieri nasce a Verona nel 1968. Esordisce alle gare nel 1983 con il campionato provinciale di pattinaggio velocità. Atleta eclettico che ha provato a cimentarsi in tantissime specialità delle rotelle, downhill, maratone, velocità, cross, off road, salto in alto, agressive e free style acrobatico, hockey. In questa ultima specialità ha ottenuto nel 1998 un record mondiale di una performance acrobatica chiamata "Carré", un salto di precisione nel quale si deve "centrare" in volo una "finestra" più piccola possibile. Il record da lui stabilito fu di una finestra 54x110 centimetri. Le competizioni vinte in carriera sono quasi quaranta. Attualmente è atleta azzurro di downhill ed è stato convocato ad un raduno della nazionale italiana veterani di roller hockey. Il pattinaggio non è solo una passione per Bavieri, ma è anche la sua professione: è maestro di roller e allenatore (è stato anche allenatore della nazionale tunisina di velocità nel 2004), è organizzatore di grossi eventi sportivi, ed è un richiestissimo atleta per fare dimostrazioni di sport-spettacolo di pattinaggio acrobatico. Insegna e tiene classi di piccoli campioni a Peschiera del Garda (Vr), Monzambano (Mn), Sirmione e Desenzano (Bs), oltre che tenere lezioni private con persone che vengono anche da altre regioni e da altre nazioni per avere delle sedute di specializzazione.

Il roller downhill è una categoria del pattinaggio inserita tra gli sport estremi. Una disciplina molto simile alla discesa libera dello sci alpino che si svolge, però, su strade asfaltate montane utilizzando pattini inline, i rollerblade. Le amministrazioni pubbliche, per consentire che i campionati e i tornei di questa particolare disciplina avvengano, chiudono al traffico il tratto stradale dove si svolge la competizione. Ai margini della carreggiata, lungo tutto il percorso, vengono poste della barriere di paglia per garantire, in totale sicurezza, la salute degli atleti in caso di uscita di strada. Per arrivare ad alte velocità, gli atleti devono ricorrere alla potenza esplosiva dei muscoli delle gambe nei primi tratti, ma soprattutto a uno sforzo isometrico (lunga e stabile contrazione) degli stessi, mantenuto in una posizione abbassata chiamata comunemente “a uovo”, che favorisce l’aerodinamicità del corpo in movimento. La velocità massima che è stata raggiunta supera i 100 chilometri all’ora, ma di norma non si superano quasi mai i 95. Proprio per via dell’alta velocità e della pericolosità dei percorsi, questo sport ha pochi rappresentanti nel mondo.




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