Non solo immigrati
Dagli anni ’90 in poi si è verificata una fase di forte aggressione da parte di associazioni criminali extracomunitarie, ma la normativa varata negli ultimi dieci anni ha consentito di regolamentare i flussi di migranti che arrivano nel nostro Paese per lavorare onestamente e di non consentire la permanenza a chi invece arriva con intenzioni meno nobili.
Il Dottor Malfatti rileva anche come, negli ultimi anni, siano stati fermati molti nostri concittadini che si sono approfittati di situazioni disperate cercando di lucrare. Una certa morbidezza della legge, in passato, avallava comportamenti che oggi invece vengono severamente puniti: si arriva, ad esempio, alla confisca dell’abitazione se locata o data in uso in certi termini; anche l’impiego di manodopera clandestina in nero prevede pene molto severe.
Ciò che però lascia basiti sono le parole secondo cui “è anche colpa nostra se c’è gente che delinque”. Spesso vengono siglati, di “sottobanco”, accordi tra Stati: nei paesi dell’Africa – soprattutto centrale – l’Italia invia rifiuti particolarmente tossici e in cambio accetta di accogliere migranti; dalla Libia arrivano, attraverso il canale di Sicilia, flussi piuttosto consistenti - ma l’Italia ha forti interessi nei confronti di questo Paese: lo stoccaggio delle scorie, gli interessi commerciali, gli imprenditori italiani che svolgono là la loro attività.
In altri casi siamo riusciti a bloccare gli ospiti indesiderati ad un costo elevato: la frontiera dei Balcani è stata sigillata, per bloccare i flussi di prostitute e organizzazioni criminali che arrivavano da noi, grazie all’impiego di un’enorme somma di denaro che è servita a finanziare la polizia, la tecnologia e soprattutto gli insediamenti industriali di quella zona.
Oggi la situazione è migliorata non soltanto grazie a una legislazione più severa, ma anche grazie al coinvolgimento della comunità europea che si è resa conto che gli extracomunitari arrivavano sì in Italia, ma da qui poi si spostavano in tutto il vecchio continente. Parte dei finanziamenti destinati alle attività di controllo arrivano così dall’ Europa, così come il pattugliamento e il controllo nel canale di Sicilia vengono effettuati anche da Paesi membri della comunità.
Ma non solo: sono cambiate le modalità di rilascio e rinnovo del permesso di soggiorno. Purtroppo, rileva Malfatti, c’è molta disinformazione riguardo a questo argomento in quanto soprattutto gli enti locali, come Comuni e Asl, non hanno pubblicizzato adeguatamente le novità.
Oggi lo Stato italiano impone un obolo (da 80 euro in su) e ogni straniero deve provvedere alla spedizione del kit postale con cui abbiamo la garanzia e la sicurezza che i permessi non possano essere contraffatti: in passato ogni questura stampava quelli di propria competenza, oggi soltanto la Zecca di Stato può farlo. I tempi sono sicuramente più lunghi, ma alla spedizione del kit viene consegnata agli stranieri una ricevuta che ha l’identico valore del permesso di soggiorno, compresi quindi assistenza sanitaria, diritto di affittare un immobile e così via.
Il problema, dunque, non viene più affrontato sotto il profilo dell’emergenza ma anche con attività di dialogo e di riconoscimento degli indubbi diritti che hanno le persone che arrivano nel nostro paese in cerca di una vita migliore.









